Nel 2020 arriva il Bonus Facciate

Prorogati ecobonus, bonus ristrutturazioni e bonus mobili. Debutta il Bonus Facciate del 90%.

Al panorama delle detrazioni fiscali per la casa si aggiunge dal 2020 il bonus facciate per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici. Prorogati inoltre l’ecobonus, il bonus ristrutturazioni e il bonus mobili. Per contrastare l’evasione fiscale sarà avviato il “piano cashless”, con sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.

Sono questi i principali contenuti del Documento programmatico di bilancio del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le misure confluiranno nel ddl di bilancio e nella bozza di Decreto Fiscale, che hanno ottenuto il via libera, salvo intese, del Consiglio dei Ministri.

Bonus facciate 90%, debutto per il 2020

Novità assoluta della Manovra 2020 è il “bonus facciate”, che incentiverà con una detrazione del 90% la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici. Si tratta di una nuova detrazione, che per il momento sarà attiva solo nel 2020 e si accompagnerà al pacchetto dei bonus per la riqualificazione energetica ed edilizia degli edifici.

Secondo il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che aveva proposto una misura analoga già nel 2015, si tratta di una “norma coraggiosa che renderà più belle le città italiane”.

Ecobonus 65% e 50% prorogato a fine 2020

Prorogata la detrazione Irpef e Ires per la riqualificazione energetica degli edifici. Dal momento che la manovra è stata approvata “salvo intese”, non si conoscono con precisione i dettagli, ma la proroga sarà annuale. Non hanno avuto seguito le ipotesi di proroga biennale.

Bonus ristrutturazioni 50% anche nel 2020

Prorogata per un altro anno anche la detrazione fiscale per la riqualificazione edilizia degli immobili. L’intenzione di prorogare la misura era stata già annunciata dal Governo per dare respiro alle imprese del settore edile. Nei giorni scorsi era in campo l’ipotesi di stabilizzare il bonus.

Bonus mobili, un anno in più

Anche per il 2020 sarà incentivato l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione. Il Governo nei giorni scorsi non l’ha mai citata espressamente, tanto da far dubitare sulle intenzioni di prorogarla.

Investimenti e ambiente, 50 miliardi in 15 anni

Saranno istituiti due nuovi fondi per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali e un fondo per contribuire, con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio, alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal. A queste risorse vanno aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi. Per l’attuazione di queste misure saranno stanziati 10,5 miliardi in tre anni, per arrivare a una dotazione di 50 miliardi in quindici anni.

Sud

Saranno destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno.

Imprese e innovazione

Saranno stanziate le risorse per prorogare gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi il Fondo centrale per le piccole e medie imprese, il super e l’iper ammortamento per beni tecnologici, software ed economia circolare, il rifinanziamento della legge Sabatini, il credito di imposta per la “Formazione 4.0”.

Piano cashless

Nel giro di tre anni, il limite all’utilizzo del contante scenderà da 3mila a 1000 euro. Per il 2020, il limite sarà 2mila euro. Parallelamente, saranno incentivati i pagamenti elettronici con una serie di strumenti. Tra questi il super bonus da 3 miliardi, ribattezzato dal Governo “regalo della Befana”, che sarà pagato nel 2021 a chi utilizza strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante, e l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica.

Multe per chi non accetta carte e bancomat

Saranno applicate sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat. In base alla bozza di decreto fiscale, la sanzione sarebbe pari a 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento con carte.

FONTE: EDILPORTALE

Genea Consorzio ad Ecomondo 2019 a Rimini

Genea Consorzio ti invita ad Ecomondo dal 5-8 Novembre 2019, la fiera di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare.

Genea Consorzio, come nelle scorse presenze ad Ecomondo, esporrà unitamente alla federazione nazionale delle esco FEDERESCO al padiglione B7 – stand 010 nell’area Key Energy dedicata a tecnologie e servizi per l’uso intelligente dell’energia in ambito industriale e residenziale.

La mission del Consorzio Genea è quella di aiutare le imprese e gli enti pubblici ad ottimizzare le risorse energetiche, migliorando l’efficienza energetica negli edifici e nei processi industriali, e in fiera presenterà le innovazioni tecnologiche e normative mostrando ai visitato le opportunità attuabili, tra cui:

  • OPPORTUNITA’ DEL DECRETO FER 1
    Il decreto FER 1 segna la nuova stagione di incentivazione per il fotovoltaico e rappresenta a una nuova interessante opportunità per:
    – Gli enti pubblici : scuole, ospedali, edifici pubblici che usufruiranno in via prioritaria
    degli incentivi per l’installazione del fotovoltaico in sostituzione dell’eternit contenente amianto.
    – Le Aziende che vogliono diminuire i costi di fornitura di energia incentivando
    l’energia prodotta, quella immessa in rete e anche quella destinata all’autoconsumo aziendale oltre che , ove necessario, la rimozione dell’eternit mediante la sostituzione dell’intera copertura.
  •   OPPORTUNITA’ DEL DECRETO CRESCITA
    Il Decreto CRESCITA  ( decreto legge n°34 del 2019 ) convertito il legge n°58 del 2019
    1) Estensione del SISMABONUS  anche in zona sismica 2, e 3
    2) Modifica alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e sisma bonus con la possibilità data al  contribuente che ha diritto alla detrazione, per aver realizzato interventi di adozione di misure antisismiche e di efficienza energetica di scegliere, invece che la detrazione stessa, un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha eseguito gli stessi lavori. Il fornitore sarà rimborsato mediante un credito d’imposta, che potrà utilizzare esclusivamente in compensazione in 5 quote annuali di pari importo oppure cedere il credito ricevuto ai suoi fornitori di beni e servizi, quindi anche alle imprese esecutrici.
  • OPPORTUNITA’ DELLA REGIONE CAMPANIA
    La Regione Campania finanzia l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico e Genea Consorzio può affiancarti durante l’iter burocratico, la progettazione e la messa in opera.
    Con il bando del 3 giugno scorso, le aziende ottengono un finanziamento al 50% per le spese sostenute con importi che vanno dai 50mila ai 200mila euro. Un vantaggio enorme per gli imprenditori, anche perché questo finanziamento è cumulabile con altri in corso, aumentandone i vantaggi.

Molti enti pubblici, come Comuni e Scuole si rivolgono a Genea Consorzio Stabile per il miglioramento dell’efficienza energetica. Anche industrie e imprese private, scelgono i nostri servizi per l’innovazione tecnica proposta, come l’applicazione della domotica e per l’affiancamento nell’accesso a finanziamenti a fondo perduto e per la realizzazione delle opere di adeguamento. Genea Consorzio attraverso particolari convenzioni, può veicolare il credito d’imposta, consentendo immediatamente il risparmio al cliente finale, sia esso condominio o privato.

Ti aspettiamo:

  • Dal 5 al 8 Novembre nell’area Key Energy presso lo stand Federesco – Padiglione B7 – Stand 010

Handball Lanzara: Genea è il nuovo main sponsor

Nel bellissimo scenario della Stazione Marittima di Salerno, si è tenuta la presentazione delle campionesse d’Italia in carica della Jomi Salerno, nel corso della quale è stata ufficializzata la collaborazione sportiva tra PDO Salerno ed Handball Lanzara. Con il progetto congiunto con la PDO Salerno, che vanta tantissimi titoli in campo nazionale femminile, l’ attività si svilupperà in maniera sinergica su entrambi i settori, femminile e maschile, quest’ ultimo affidato al nuovo tecnico della Handball Lanzara, Nikola Manojlovic.

Con gli interventi del presidente della PDO Salerno, Mario Pisapia e del vice presidente, Paola Fiorillo, è stato illustrato l’ ambizioso progetto pluriennale che parte dalla Serie B e punta ad ottenere nel giro di pochi anni grandi obiettivi, ritagliando uno spazio importante anche per la pallamano salernitana maschile, e portando avanti un settore giovanile forte: insomma, una nuova sfida per dare nuova linfa al movimento della pallamano italiana. Questa sinergia tra le due società nasce da un progetto tecnico, relativo in maniera particolare alla valorizzazione degli atleti del vivaio della Scuola di Handball, e si affaccia all’ ottimizzazione delle forze, da un punto di vista organizzativo, di marketing e nella formazione dei dirigenti, tutti fattori fondamentali.

Trattasi, dunque, di un anno zero sotto tanti punti di vista, con un gruppo scalpitante di giovani ragazzi ed obiettivi importanti nel giro di qualche anno. Entrambe le società sono pronte a raccogliere la nuova sfida, con l’ entusiasmo e la passione di sempre.
L’Handball Lanzara 2012, inoltre, è particolarmente lieta di annunciare l’accordo di sponsorizzazione sottoscritto con l’azienda salernitana “Genea Consorzio Stabile” che, a partire dalla stagione corrente, diventa main sponsor della compagine rossoblu impegnata nel prossimo campionato Nazionale di Serie B maschile di pallamano.

Genea è un’azienda di riferimento nel centro-sud Italia per le opere di efficienza energetica quali impianti fotovoltaici, cappotti termici, adeguamento impianti elettrici-meccanici e pubblica illuminazione.

Genea Handball Lanzara”, questo è il nome ufficiale che la squadra presieduta da Domenico Sica assumerà per l’intera stagione a seguito dell’accordo siglato. La partnership tra Handball Lanzara e Genea Consorzio Stabile sarà nei prossimi giorni debitamente illustrata.

Energie rinnovabili approvati gli incentivi

Via libera per impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione, il provvedimento sulle energie rinnovabili ha finalmente completato un lungo iter burocratico.

Angelo Grimaldi, Presidente di GENEA CONSORZIO

«Una iniezione di fiducia per il settore energetico che ha come obiettivo la decarbonizzazione e l’utilizzo delle fonti rinnovabili» commenta il dott. Angelo Grimaldi, presidente del consiglio direttivo di Genea Consorzio Stabile «Il Decreto FER1 consentirà, infatti, la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 Megawatt, facendo crescere la produzione italiana da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh. Una bella svolta, soprattutto per territori come quelli della regione Campania che godono di un ottimo irraggiamento solare e di aree ben esposte ai venti per la realizzazione di impianti eolici».

Il nuovo decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale i primi di agosto, è una grande opportunità di sviluppo e di tutela ambientale, infatti, prevede investimenti complessivi che sfiorano i 10 miliardi di euro a beneficio di aziende ed enti pubblici.

Per accedere agli incentivi bisognerà seguire il regolamento che il Gestore dei servizi energetici (Gse) pubblicherà entro il 25 agosto e Genea Consorzio Stabile potrà affiancare pubblici e privati durante l’iter burocratico, per la progettazione del piano di investimenti e per la messa in opera degli impianti. Entro settembre dovrebbe essere pubblicato il primo bando per partecipare alle Aste e ai Registri ed è possibile  approntare dei progetti preliminari poichè le tipologie di gara sono già note: eolici “on-shore, fotovoltaici di nuova costruzione, eolici “on-shore”, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione oggetto di rifacimento.

Il decreto FER1, che ha l’obiettivo di sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento dei target europei al 2030 definiti nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), attraverso la definizione di incentivi e procedure indirizzati a promuovere l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, sia in termini ambientali che economici, del settore

Il Ministro Sergio Costa ha parlato a tal proposito di una “rivoluzione copernicana” riferendosi all’autoconsumo di energia per gli impianti su edifici fino a 100 kW e all’eliminazione dell’amianto. In attesa di un decreto FER2 che tuteli anche la geotermia, per ora viene datapriorità a impianti realizzati su discariche chiuse e sui siti di Interesse Nazionale per le operazioni di bonifica. Aiuti anche per scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per nuovi impianti fotovoltaici, a patto che sia stato definitivamente eliminato l’amianto o le coperture in eternit. Sostegni, inoltre, per le colonnine di ricarica delle auto elettriche.

 

La sintesi del provvedimento

L’ attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.

Con gli incentivi verrà data priorità a:

  • impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica;
  • su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  • impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato;
  • tutti gli impianti connessi in “parallelo” con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW).

Cambia, inoltre, la modalità di riconoscimento del premio sull’autoconsumo: per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 euro il MWh cumulabile con quello per i moduli in sostituzione di coperture contenenti amianto. Il premio è riconosciuto a posteriori a patto che l’energia auto consumata sia superiore al 40% della produzione netta.

Saranno ammessi agli incentivi solo gli impianti idroelettrici in possesso di determinati requisiti che consentano la tutela dei corpi idrici, e in base a una valutazione dell’Arpa.

Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta.


Impianti ammissibili

Potranno partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri gli impianti:

  • di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW;
  • oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  • oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW.

Sono ammessi impianti fotovoltaici esclusivamente di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

Inoltre, potranno partecipare alle procedure di registri anche aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia inferiore a 1 MW.
Gli impianti di potenza uguale o maggiore ai valori sopra indicati per accedere agli incentivi dovranno partecipare a procedure di asta al ribasso nei limiti dei contingenti di potenza.

In analogia, potranno partecipare alle procedure di asta anche gli aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW e non superiore a 500 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia uguale o superiore a 1 MW.

 

Ottieni fino a 200.000 Euro a fondo perduto per la tua azienda in Campania

La Regione Campania finanzia l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico e Genea Consorzio può affiancarti durante l’iter burocratico, la progettazione e la messa in opera.

Con il bando del 3 giugno scorso, le aziende ottengono un finanziamento al 50% per le spese sostenute con importi che vanno dai 50mila ai 200mila euro. Un vantaggio enorme per gli imprenditori, anche perché questo finanziamento è cumulabile con altri in corso, aumentandone i vantaggi.

Le spese ammissibili sono:

  • diagnosi energetica
  • sostituzione dei sistema di riscaldamento
  • condizionamento
  • sistemi di illuminazione
  • impianti termici e fotovoltaici
  • building automation

Le iscrizioni partono il 2 Luglio prossimo, contatta subito Genea Consorzio allo 089.303035 oppure scrivi ad info@geneaconsorzio.it perché le domande di iscrizione al bando dovranno essere inviate entro il 26 Settembre 2019.

Bando Energie Rinnovabili Regione Campania

La Regione Campania finanzia l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico e Genea Consorzio può affiancarti durante l’iter burocratico, la progettazione e la messa in opera.

Con il bando del 3 giugno scorso, le aziende ottengono un finanziamento al 50% per le spese sostenute con importi che vanno dai 50mila ai 200mila euro. Un vantaggio enorme per gli imprenditori, anche perché questo finanziamento è cumulabile con altri in corso, aumentandone i vantaggi.

Le spese ammissibili sono:

  • diagnosi energetica
  • sostituzione dei sistema di riscaldamento
  • condizionamento
  • sistemi di illuminazione
  • impianti termici e fotovoltaici
  • building automation

Le iscrizioni partono il 2 Luglio prossimo, contatta subito Genea Consorzio allo 089.303035 oppure scrivi ad info@geneaconsorzio.it perché le domande di iscrizione al bando dovranno essere inviate entro il 26 Settembre 2019.

Genea al “Forum Clima e Energia” di Legambiente

Genea Consorzio è lieta di partecipare alla Presentazione del Rapporto Comuni Rinnovabili Campania 2019, che si terrà martedì 4 giugno a Salerno presso il Palazzo S.Agostino.

 

L’evento moderato da Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania, vedrà intervenire importanti esponenti del settore energetico, tra cui Angelo Grimaldi, in rappresentanza di Genea Consorzio che sarà affiancata anche da esponenti del mondo accademico, tra cui il Prof. Carmine Lubritto della Seconda Università di Napoli “Vanvitelli”.

 

Comuni Rinnovabili è il Rapporto annuale di Legambiente che da 12 anni fotografa non solo lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei territori italiani, ma anche quanto di positivo vi accade con l’obiettivo di mettere in evidenza il ruolo sempre più protagonista che le nuove tecnologie hanno nel sistema energetico e nei bilanci di famiglie, aziende e pubblica amministrazione.

In questi anni le fonti rinnovabili, infatti, hanno non solo raggiunto e superato il 34% del fabbisogno elettrico nazionale, ma grazie al milione di impianti di tutte le taglie e distribuite su tutto il territorio nazionale, hanno rivoluzionato il sistema energetico del nostro Paese, passando da un sistema centralizzato ad uno distribuito e portando importanti benefici ambientali, economici e sociali.

Grazie alla campagna itinerante, Comuni Rinnovabili percorrerà la penisola italiana raccontando il cambiamento dal basso attraverso il coinvolgimento diretto di pubbliche amministrazioni ed aziende locali che si sono distinte in termini energetici, ma anche di cittadini e famiglie attraverso la mostra itinerante che oltre ad offrire spunti e opportunità per vivere in modo sostenibile, racconterà quanto di buono accade in quei territori.

L’obiettivo è duplice, da una parte mostrare i vantaggi che hanno aziende, famiglie, pubbliche amministrazioni nell’aver investito in queste tecnologie e in efficienza energetica, dall’altro stimolare i visitatori a scoprire il proprio territorio.

Tutto sarà accompagnato da analisi quantitative e qualitative di diffusione delle diverse tecnologie, degli obiettivi regionali raggiunti e da raggiungere. Con proposte di politica energetica, volte a favorire la transizione energetica verso la decarbonizzazione.

Rinnovabili, Legambiente: ‘recepire subito le norme UE sulle comunità energetiche’

Rapporto ‘Comuni Rinnovabili’: troppo lenta la crescita dell’energia pulita in Italia, a rischio gli obiettivi al 2030.

Molte luci ma altrettante zone d’ombra nell’Italia delle energie rinnovabili. Per la prima volta dopo 12 anni si riduce la produzione di energia prodotta da solare, eolico, bioenergie, così come vanno lentissimi gli investimenti nel settore.

Tuttavia, la nostra Penisola si conferma tra le nazioni più avanti nel mondo e con le maggiori opportunità su questo fronte, grazie a risorse fossil-free diffuse e differenti da nord a sud: oggi sono circa un milione gli impianti tra elettrici e termici installati in tutti i comuni italiani.

E non smentiamo la nostra fama di Paese del Sole: praticamente in ogni città, grande o piccola, e` installato almeno un impianto fotovoltaico, mentre sono 7.121 quelli del solare termico; 1.489 quelli del mini-idroelettrico (in particolare al centro nord) e 1.028 quelli dell’eolico (soprattutto al centro sud); 4.064 quelli delle bioenergie e 598 quelli della geotermia.

Grazie a questo mix di impianti distribuiti su tutto il territorio, ben 3.054 comuni sono diventati autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 50 per quelli termici, mentre sono 41 le realtà che sono già nel futuro, perché sono già rinnovabili al 100% per tutti i fabbisogni delle famiglie. In dieci anni la produzione da rinnovabili è cresciuta di oltre 50 TWh mettendo in crisi il modello fondato sulle fossili, con un contributo delle rinnovabili che è passato dal 15 al 35,1% rispetto ai consumi elettrici e dal 7 al 18% in quelli complessivi. Ma molto di più dovremo fare per stare dentro l’Accordo di Parigi sul clima e purtroppo ci siamo fermati.

È quanto rivela il Rapporto Comuni Rinnovabili 2019 di Legambiente, presentato martedì a Roma, che analizza non soltanto il cambiamento in corso nel sistema energetico italiano e internazionale ma, attraverso il racconto di 100 storie del nostro territorio, dimostra come sia già in atto un percorso di sviluppo e di innovazione radicale dell’autoconsumo e delle comunità energetiche.

Un modello sempre più distribuito che rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo locale in chiave di sostenibilità ed economica circolare, capace di aprire nuove opportunità nelle nostre città e di ridurre importazioni di gas e carbone, oltre che la spesa energetica complessiva.

Ed è quello che, anche alla luce dell’emergenza imposta dai cambiamenti climatici, ci chiede l’Europa: con la direttiva 2018/2011 si apre uno scenario che può portare a un salto di scala nella trasformazione del sistema energetico con ricadute non solo nei diversi settori produttivi, ma che entrerà nelle città e negli edifici, nella mobilità e nelle abitudini delle persone.

“Non possiamo più aspettare: lo sviluppo delle rinnovabili in Italia è praticamente fermo e non ha alcun senso rinviare una scelta che può fermare la febbre del pianeta ed è nell’interesse dei cittadini, delle imprese – dichiara Edoardo Zanchini vicepresidente di Legambiente -.

L’Europa ha definito principi e regole per le comunità energetiche e i ‘prosumer’ (produttori-consumatori) di energia da fonti rinnovabili, grazie alle quali saranno smontate le assurde barriere che oggi impediscono di scambiare energia pulita nei condomini o in un distretto produttivo e in un territorio agricolo. In più si aprirebbero le porte a investimenti innovativi che tengono assieme fonti rinnovabili, efficienza energetica, sistemi di accumulo e mobilità elettrica. La sfida è dunque di entrare al più presto nel merito delle scelte concrete da compiere e che Governo e Parlamento si impegnino a recepire entro il 2019 la direttiva europea”.

Per sostenere questa richiesta Legambiente ha lanciato su Change.org la petizione “Liberiamo l’energia rinnovabile”, indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e al vice presidente e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio per chiedere di aprire subito alle comunità energetiche e all’autoproduzione da rinnovabili e semplificare le procedure per tutti coloro che scelgono di puntare sulle energie pulite.

fonte edilportale.com

Il Regno Unito è il primo paese al mondo a dichiarare l’emergenza climatica

Genea Consorzio Stabile ha la sostenibilità nel cuore, e plaude al Parlamento del Regno Unito che il 1° maggio ha dichiarato un’emergenza climatica e ambientale, diventando il primo paese al mondo a farlo.

Con questa mossa il Parlamento britannico ha dimostrato la propria volontà di fare fronte comune per contrastare e prevenire la più grande minaccia del nostro tempo. In effetti, questa mozione non obbliga legalmente il governo ad agire, ma chiede di azzerare le emissioni nette entro il 2050 (attualmente l’obiettivo è una diminuzione dell’80 per cento), e di presentare proposte perché il paese raggiunga un’economia senza sprechi e riesca a proteggere e ripristinare l’ambiente.

Cos’è un’emergenza climatica

In questo senso l’emergenza climatica è un concetto, e uno stato, del tutto nuovo. Può essere dichiarata da un’autorità, come un governo o un consiglio comunale locale, ma è ancora difficile tracciare linee guida generali su quanto questa dichiarazione comporti nei fatti. Siamo in effetti abituati ad assistere a dichiarazioni di stato di emergenza, ovvero quando al governo di un paese vengono conferiti poteri speciali per riuscire a fronteggiare le minacce e le conseguenze di una situazione critica a cui si trova di fronte, come calamità naturali, disordini civili e instabilità.

Tra gli stati di emergenza dichiarati nel mondo recentemente ricordiamo in Italia quello del presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, quello in Grecia in seguito agli incendi devastanti nell’area di Atene, ma anche quello in Italia con l’incedio del Vesuvio, negli Stati Uniti per degli incendi della California e dell’uragano Florence nella Carolina del nord e in Virginia, in Venezuela a causa della crisi dell’economia e le conseguenti carenze alimentari e dei beni di prima necessità.

La speranza è ora che sempre più governi in tutto il mondo seguano l’esempio, e che con le dichiarazioni arrivino presto azioni concrete per la riduzione delle emissioni e la protezione del Pianeta. Sebbene per molti rappresenti solo una mossa simbolica, la dichiarazione dell’emergenza climatica è sicuramente un punto di partenza, perché ammettere l’esistenza di un problema è il primo passo per risolverlo.

Dalla green economy in 5 anni 800mila nuovi posti di lavoro e 682 miliardi di Pil

590.000 circa posti di lavoro sono direttamente afferenti alle attività svolte da Genea Consorzio Stabile e ci faremo parte attiva per promuovere corsi di formazione a livello superiore per i tecnici del settore energetico.

Circa 190 miliardi di investimenti con 682 miliardi di aumento della produzione, 242 mld di valore aggiunto e circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025. Questi sono i benefici che l’economia italiana potrebbe ottenere, puntando su obiettivi di sostenibilità tra cui uno sviluppo delle rinnovabili e una riduzione dei consumi energetici in linea con la sfide climatiche globali.

Il calcolo arriva da un nuovo rapporto della Fondazione per lo sviluppo sostenibile “Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy”, presentato a Roma in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019 (allegato in basso).

Uno studio nel quale, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, si sono calcolati gli impatti economici dell’azione su 5 sfide: oltre alla citata crisi climatica, da affrontare con rinnovabili ed efficienza energetica, il necessario cambiamento verso l’economia circolare, il miglioramento delle città con un programma di rigenerazione urbana e infine un percorso per una mobilità sostenibile.

fonte: qualenergia.it