Handball Lanzara: Genea è il nuovo main sponsor

Nel bellissimo scenario della Stazione Marittima di Salerno, si è tenuta la presentazione delle campionesse d’Italia in carica della Jomi Salerno, nel corso della quale è stata ufficializzata la collaborazione sportiva tra PDO Salerno ed Handball Lanzara. Con il progetto congiunto con la PDO Salerno, che vanta tantissimi titoli in campo nazionale femminile, l’ attività si svilupperà in maniera sinergica su entrambi i settori, femminile e maschile, quest’ ultimo affidato al nuovo tecnico della Handball Lanzara, Nikola Manojlovic.

Con gli interventi del presidente della PDO Salerno, Mario Pisapia e del vice presidente, Paola Fiorillo, è stato illustrato l’ ambizioso progetto pluriennale che parte dalla Serie B e punta ad ottenere nel giro di pochi anni grandi obiettivi, ritagliando uno spazio importante anche per la pallamano salernitana maschile, e portando avanti un settore giovanile forte: insomma, una nuova sfida per dare nuova linfa al movimento della pallamano italiana. Questa sinergia tra le due società nasce da un progetto tecnico, relativo in maniera particolare alla valorizzazione degli atleti del vivaio della Scuola di Handball, e si affaccia all’ ottimizzazione delle forze, da un punto di vista organizzativo, di marketing e nella formazione dei dirigenti, tutti fattori fondamentali.

Trattasi, dunque, di un anno zero sotto tanti punti di vista, con un gruppo scalpitante di giovani ragazzi ed obiettivi importanti nel giro di qualche anno. Entrambe le società sono pronte a raccogliere la nuova sfida, con l’ entusiasmo e la passione di sempre.
L’Handball Lanzara 2012, inoltre, è particolarmente lieta di annunciare l’accordo di sponsorizzazione sottoscritto con l’azienda salernitana “Genea Consorzio Stabile” che, a partire dalla stagione corrente, diventa main sponsor della compagine rossoblu impegnata nel prossimo campionato Nazionale di Serie B maschile di pallamano.

Genea è un’azienda di riferimento nel centro-sud Italia per le opere di efficienza energetica quali impianti fotovoltaici, cappotti termici, adeguamento impianti elettrici-meccanici e pubblica illuminazione.

Genea Handball Lanzara”, questo è il nome ufficiale che la squadra presieduta da Domenico Sica assumerà per l’intera stagione a seguito dell’accordo siglato. La partnership tra Handball Lanzara e Genea Consorzio Stabile sarà nei prossimi giorni debitamente illustrata.

Energie rinnovabili approvati gli incentivi

Via libera per impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a gas di depurazione, il provvedimento sulle energie rinnovabili ha finalmente completato un lungo iter burocratico.

Angelo Grimaldi, Presidente di GENEA CONSORZIO

«Una iniezione di fiducia per il settore energetico che ha come obiettivo la decarbonizzazione e l’utilizzo delle fonti rinnovabili» commenta il dott. Angelo Grimaldi, presidente del consiglio direttivo di Genea Consorzio Stabile «Il Decreto FER1 consentirà, infatti, la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 Megawatt, facendo crescere la produzione italiana da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh. Una bella svolta, soprattutto per territori come quelli della regione Campania che godono di un ottimo irraggiamento solare e di aree ben esposte ai venti per la realizzazione di impianti eolici».

Il nuovo decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale i primi di agosto, è una grande opportunità di sviluppo e di tutela ambientale, infatti, prevede investimenti complessivi che sfiorano i 10 miliardi di euro a beneficio di aziende ed enti pubblici.

Per accedere agli incentivi bisognerà seguire il regolamento che il Gestore dei servizi energetici (Gse) pubblicherà entro il 25 agosto e Genea Consorzio Stabile potrà affiancare pubblici e privati durante l’iter burocratico, per la progettazione del piano di investimenti e per la messa in opera degli impianti. Entro settembre dovrebbe essere pubblicato il primo bando per partecipare alle Aste e ai Registri ed è possibile  approntare dei progetti preliminari poichè le tipologie di gara sono già note: eolici “on-shore, fotovoltaici di nuova costruzione, eolici “on-shore”, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione oggetto di rifacimento.

Il decreto FER1, che ha l’obiettivo di sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili per il raggiungimento dei target europei al 2030 definiti nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), attraverso la definizione di incentivi e procedure indirizzati a promuovere l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, sia in termini ambientali che economici, del settore

Il Ministro Sergio Costa ha parlato a tal proposito di una “rivoluzione copernicana” riferendosi all’autoconsumo di energia per gli impianti su edifici fino a 100 kW e all’eliminazione dell’amianto. In attesa di un decreto FER2 che tuteli anche la geotermia, per ora viene datapriorità a impianti realizzati su discariche chiuse e sui siti di Interesse Nazionale per le operazioni di bonifica. Aiuti anche per scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per nuovi impianti fotovoltaici, a patto che sia stato definitivamente eliminato l’amianto o le coperture in eternit. Sostegni, inoltre, per le colonnine di ricarica delle auto elettriche.

 

La sintesi del provvedimento

L’ attuazione del provvedimento consentirà la realizzazione di impianti per una potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di kWh e con investimenti attivati stimati nell’ordine di 10 miliardi di Euro.

Con gli incentivi verrà data priorità a:

  • impianti realizzati su discariche chiuse e sui Siti di Interesse Nazionale ai fini della bonifica;
  • su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici per impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  • impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del DM 23 giugno 2016, quelli alimentati a gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato;
  • tutti gli impianti connessi in “parallelo” con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW).

Cambia, inoltre, la modalità di riconoscimento del premio sull’autoconsumo: per gli impianti di potenza fino a 100 kW su edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 euro il MWh cumulabile con quello per i moduli in sostituzione di coperture contenenti amianto. Il premio è riconosciuto a posteriori a patto che l’energia auto consumata sia superiore al 40% della produzione netta.

Saranno ammessi agli incentivi solo gli impianti idroelettrici in possesso di determinati requisiti che consentano la tutela dei corpi idrici, e in base a una valutazione dell’Arpa.

Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta.


Impianti ammissibili

Potranno partecipare ai bandi per la selezione dei progetti da iscrivere nei registri gli impianti:

  • di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW;
  • oggetto di interventi di potenziamento qualora la differenza tra la potenza dopo l’intervento e la potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  • oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW.

Sono ammessi impianti fotovoltaici esclusivamente di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione.

Inoltre, potranno partecipare alle procedure di registri anche aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia inferiore a 1 MW.
Gli impianti di potenza uguale o maggiore ai valori sopra indicati per accedere agli incentivi dovranno partecipare a procedure di asta al ribasso nei limiti dei contingenti di potenza.

In analogia, potranno partecipare alle procedure di asta anche gli aggregati costituiti da più impianti appartenenti al medesimo gruppo, di potenza unitaria superiore a 20 kW e non superiore a 500 kW, purché la potenza complessiva dell’aggregato sia uguale o superiore a 1 MW.

 

Ottieni fino a 200.000 Euro a fondo perduto per la tua azienda in Campania

La Regione Campania finanzia l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico e Genea Consorzio può affiancarti durante l’iter burocratico, la progettazione e la messa in opera.

Con il bando del 3 giugno scorso, le aziende ottengono un finanziamento al 50% per le spese sostenute con importi che vanno dai 50mila ai 200mila euro. Un vantaggio enorme per gli imprenditori, anche perché questo finanziamento è cumulabile con altri in corso, aumentandone i vantaggi.

Le spese ammissibili sono:

  • diagnosi energetica
  • sostituzione dei sistema di riscaldamento
  • condizionamento
  • sistemi di illuminazione
  • impianti termici e fotovoltaici
  • building automation

Le iscrizioni partono il 2 Luglio prossimo, contatta subito Genea Consorzio allo 089.303035 oppure scrivi ad info@geneaconsorzio.it perché le domande di iscrizione al bando dovranno essere inviate entro il 26 Settembre 2019.

Conoscere Geologia “Efficienza energetica e sistemi di riqualificazione ambientale, intervista al Dott. Grimaldi di Genea”

Leggi l’articolo del 18 giugno 2019 su ConoscereGeologia.it

 

All’indomani del forum Clima ed Energia di Legambiente del 4 giugno u.s., abbiamo intervistato il Dott. Angelo Grimaldi, Presidente di Genea Consorzio Stabile.

 

Il Consorzio Genea si occupa di efficienza energetica e di sistemi di riqualificazione per pubbliche amministrazioni e privati. Impianti industriali, complessi abitativi come condomini e strutture alberghiere possono essere supportati da Genea con attività su come ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2 e di gas serra, oltre a come accedere ad incentivi utili a sviluppare gli interventi.

All’indomani del forum Clima ed Energia di Legambiente, tenutosi a salerno il 4 giugno u.s., abbiamo intervistato il Dott. Angelo Grimaldi, Presidente di Genea Consorzio Stabile, con il quale abbiamo parlato della sua azienda, leader nel settore energetico, e più in generale della situazione ambientale mondiale, in riferimento all’ acclarato riscaldamento globale. Il Dott. Grimaldi si è altresì espresso sulle iniziative atte a contrastare l’acclarato fenomeno del riscaldamento globale e sulle sinergie necessarie per mutare radicalmente la mobilità urbana, ipotizzando l’utilizzo di autoveicoli a trazione elettrica a basso o nullo impatto ambientale.

Per quanto riguarda la situazione più specificamente italiana, e quindi all’avvio di una soluzione per la crisi economica che attanaglia il Paese, Grimaldi si è detto favorevole alla adozione di regole chiare e di semplice applicazione per le assegnazioni di lavori ed appalti, pubblici o privati che siano; magari non condividendone nel pieno il testo, ma comunque normative cui tutti i soggetti coinvolti devono attenersi. Il riferimento, non troppo velato, è verso il nuovo codice degli appalti, da poco legiferato (D.Lgs. n. 50 del 2016 con le successive modifiche ed integrazioni).

Il Dott. Angelo Grimaldi, Presidente di GENEA

Questa la nostra intervista:

Come mai Lei ha ritenuto di sponsorizzare il forum Clima ed Energia di Legambiente del 4 giugno u.s.?

‘’Perché siamo convinti seriamente che il futuro è legato alla preservazione e alla tutela del territorio!’’

 

Lei è il titolare di una Azienda che si occupa in senso lato di tutela ambientale. Ci può indicare quale/quali sono gli aspetti dell’attività che ritiene caratterizzanti per una maggiore tutela dell’ambiente?

 ‘’Le attività caratterizzanti vengono immediatamente dopo la consapevolezza dei cittadini. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, per esempio, i cittadini in primis devono cambiare, iniziando a svolgerla bene e soprattutto informandosi. Sono convinto che immediatamente dopo – prosegue Grimaldi sul tema della differenziata –  le attività da attuare possono essere quelle di studiare quali sono i minori impatti che gli impianti possono avere sulle popolazioni; per esempio sugli impianti a biomasse occorrerebbe fare luce in quanto sono ormai all’avanguardia. Credo che questi impianti possano dare una concreta mano per quanto riguarda soprattutto l’abbattimento delle emissioni che dei costi per le amministrazioni comunali, rimpinguando addirittura le casse comunali.’’

 

I vantaggi economici, sociali ed economici del risparmio energetico in edilizia non è ancora molto compreso nell’immaginario collettivo, pur in presenza di disposizioni di legge che ne favoriscono la diffusione. Ritiene che una campagna capillare di informazione possa produrre utili risultati in questo ambito?

‘’Noi negli ultimi anni abbiamo la fortuna di accedere ad incentivi Statali. Occorre diffondere tra i cittadini e anche tra gli amministratori di condominio che esistono novità in campo legislativo, con i contributi che arrivano dai crediti d’imposta. Noi più volte abbiamo sollecitato le Istituzioni per avere una commercializzazione totale del credito d’imposta. In effetti in questo momento è commerciabile solo attraverso la cessione ai fornitori e alle imprese. Noi stiamo cercando e spingendo, invece, anche a livello di Commissioni Parlamentari, affinché questi crediti d’imposta siano commerciabili liberamente, sia per le imprese, sia cedibili, come crediti, e non solo ai grossi gruppi. Questo sarebbe un grande veicolo, perché incentiverebbe i lavori ai condomini… sarebbe questa una grande spinta economica del Paese. I lavori di carattere energetico aumentano di molto il PIL.’’

Lavori di efficientamento energetico con con cappotto termico

 

Se Lei volesse estendere il Suo campo di azione professionale ritiene che la gestione in senso ecologico dei rifiuti e dei gas di scarico da combustibile possa avere un positivo sviluppo in futuro? In quale modo ipotizza questi interventi?

‘’Per eseguire questi interventi occorre una enorme capacità finanziaria. Ma credo che in futuro potremmo indirizzarci verso la mobilità sostenibile, che è il grosso tema attuale. In effetti sotto l’aspetto dei rifiuti siamo già a buon punto ed esistono grosse aziende che già se ne occupano. Secondo me un settore su cui indirizzare gli sforzi è sicuramente quello della mobilità elettrica, con installazione di infrastrutture che permettono le ricariche, perché di fatto ad oggi non esiste una struttura capillare che consente la ricarica delle auto elettriche. È questo è il tallone di Achille. Ma anche le batterie dovranno avere ancora una miglior performance e un minore costo che credo in 5 anni si abbatterà del 50%.’’

Impianto fotovoltaico di 50 Kw per un Istituto Scolastico

 

Come immagina il futuro del nostro ecosistema tra 10, 20 e… tra 50 anni?

‘’Non riesco a immaginare a breve il futuro per le rapide evoluzioni che si susseguono. Sicuramente Noi siamo positivi. Vedo indicatori positivi come la consapevolezza, da parte delle popolazioni, della necessità di abbattere i consumi e le conseguenti emissioni. Per le emissioni pulite si sta facendo tanto. Per i rifiuti, come detto in precedenza, la raccolta differenziata permette di riutilizzare il rifiuto in modo intelligente ed economico.’’

 

Bando Energie Rinnovabili Regione Campania

La Regione Campania finanzia l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico e Genea Consorzio può affiancarti durante l’iter burocratico, la progettazione e la messa in opera.

Con il bando del 3 giugno scorso, le aziende ottengono un finanziamento al 50% per le spese sostenute con importi che vanno dai 50mila ai 200mila euro. Un vantaggio enorme per gli imprenditori, anche perché questo finanziamento è cumulabile con altri in corso, aumentandone i vantaggi.

Le spese ammissibili sono:

  • diagnosi energetica
  • sostituzione dei sistema di riscaldamento
  • condizionamento
  • sistemi di illuminazione
  • impianti termici e fotovoltaici
  • building automation

Le iscrizioni partono il 2 Luglio prossimo, contatta subito Genea Consorzio allo 089.303035 oppure scrivi ad info@geneaconsorzio.it perché le domande di iscrizione al bando dovranno essere inviate entro il 26 Settembre 2019.

In Campania siamo sempre più Green

Una Campania sempre più green: è quanto emerge dal rapporto Comuni Rinnovabili 2019 presentato ieri da Legambiente nel Salone Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino. Nella nostra regione oltre il 30% dell’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili, provenienti dagli oltre 31mila impianti presenti sul territorio. L’aumento esponenziale delle energie verdi è dovuto innanzitutto – secondo Angelo Grimaldi, responsabile di “Genea”, azienda leader nel settore – alla sinergia sviluppatasi nel corso degli anni tra pubblico e privato, che ha consentito di reperire risorse per attuare una vera e propria rivoluzione verde, per la quale tuttavia la strada da percorrere sembra essere ancora abbastanza lunga.

Dottor Grimaldi, il cambiamento culturale sulle tematiche ambientali è ormai una realtà: il futuro è sempre più ecosostenibile? «Si, la propensione da parte dei comuni e delle istituzioni pubbliche in generale a supportare iniziative, magari attraverso la forma del partenariato pubblico privato, volte alla promozione e allo sviluppo delle energie rinnovabili è cresciuta notevolmente. Nel salernitano come Genea abbiamo avviato proposte progettuali a diversi enti della nostra provincia».

Quali sono gli ostacoli che le aziende operanti nel settore incontrano? «Innanzitutto una nota dolente è rappresentata dalla burocrazia che allunga i tempi e non agevola, per via di una normativa abbastanza lenta e farraginosa, il percorso di investimento in queste fonti energetiche è abbastanza complesso. Occorrerebbe ad esempio rendere commerciabile il credito d’imposta a tutti gli attori della filiera delle costruzioni e dell’impiantistica per poter sviluppare al meglio questo settore, consentendo di liberare un ammontare di risorse eccezionale che ad oggi purtroppo non è sfruttabile da una pluralità di soggetti come invece sarebbe auspicabile che avvenga».

La nostra provincia vanta numeri rilevanti in materia di energie rinnovabili ma emergono alcuni punti di criticità, soprattutto per quanto riguarda le biomasse. Ció è dovuto al l’inerzia delle istituzioni o ad atteggiamenti restii da parte della cittadinanza? «Andrebbe promosso un cambiamento culturale radicale: spesso infatti sono i cittadini che pur essendo sempre più sensibili rispetto al passato alle tematiche ambientali tendono a non avere piena fiducia in alcune tipologie di impianti proprio come quello a biomasse. Occorre una più puntuale sensibilizzazione in materia, c’è poco da aggiungere».

Andrea Bignardi

saler

Genea al “Forum Clima e Energia” di Legambiente

Genea Consorzio è lieta di partecipare alla Presentazione del Rapporto Comuni Rinnovabili Campania 2019, che si terrà martedì 4 giugno a Salerno presso il Palazzo S.Agostino.

 

L’evento moderato da Mariateresa Imparato, Presidente di Legambiente Campania, vedrà intervenire importanti esponenti del settore energetico, tra cui Angelo Grimaldi, in rappresentanza di Genea Consorzio che sarà affiancata anche da esponenti del mondo accademico, tra cui il Prof. Carmine Lubritto della Seconda Università di Napoli “Vanvitelli”.

 

Comuni Rinnovabili è il Rapporto annuale di Legambiente che da 12 anni fotografa non solo lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei territori italiani, ma anche quanto di positivo vi accade con l’obiettivo di mettere in evidenza il ruolo sempre più protagonista che le nuove tecnologie hanno nel sistema energetico e nei bilanci di famiglie, aziende e pubblica amministrazione.

In questi anni le fonti rinnovabili, infatti, hanno non solo raggiunto e superato il 34% del fabbisogno elettrico nazionale, ma grazie al milione di impianti di tutte le taglie e distribuite su tutto il territorio nazionale, hanno rivoluzionato il sistema energetico del nostro Paese, passando da un sistema centralizzato ad uno distribuito e portando importanti benefici ambientali, economici e sociali.

Grazie alla campagna itinerante, Comuni Rinnovabili percorrerà la penisola italiana raccontando il cambiamento dal basso attraverso il coinvolgimento diretto di pubbliche amministrazioni ed aziende locali che si sono distinte in termini energetici, ma anche di cittadini e famiglie attraverso la mostra itinerante che oltre ad offrire spunti e opportunità per vivere in modo sostenibile, racconterà quanto di buono accade in quei territori.

L’obiettivo è duplice, da una parte mostrare i vantaggi che hanno aziende, famiglie, pubbliche amministrazioni nell’aver investito in queste tecnologie e in efficienza energetica, dall’altro stimolare i visitatori a scoprire il proprio territorio.

Tutto sarà accompagnato da analisi quantitative e qualitative di diffusione delle diverse tecnologie, degli obiettivi regionali raggiunti e da raggiungere. Con proposte di politica energetica, volte a favorire la transizione energetica verso la decarbonizzazione.

Rinnovabili, Legambiente: ‘recepire subito le norme UE sulle comunità energetiche’

Rapporto ‘Comuni Rinnovabili’: troppo lenta la crescita dell’energia pulita in Italia, a rischio gli obiettivi al 2030.

Molte luci ma altrettante zone d’ombra nell’Italia delle energie rinnovabili. Per la prima volta dopo 12 anni si riduce la produzione di energia prodotta da solare, eolico, bioenergie, così come vanno lentissimi gli investimenti nel settore.

Tuttavia, la nostra Penisola si conferma tra le nazioni più avanti nel mondo e con le maggiori opportunità su questo fronte, grazie a risorse fossil-free diffuse e differenti da nord a sud: oggi sono circa un milione gli impianti tra elettrici e termici installati in tutti i comuni italiani.

E non smentiamo la nostra fama di Paese del Sole: praticamente in ogni città, grande o piccola, e` installato almeno un impianto fotovoltaico, mentre sono 7.121 quelli del solare termico; 1.489 quelli del mini-idroelettrico (in particolare al centro nord) e 1.028 quelli dell’eolico (soprattutto al centro sud); 4.064 quelli delle bioenergie e 598 quelli della geotermia.

Grazie a questo mix di impianti distribuiti su tutto il territorio, ben 3.054 comuni sono diventati autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 50 per quelli termici, mentre sono 41 le realtà che sono già nel futuro, perché sono già rinnovabili al 100% per tutti i fabbisogni delle famiglie. In dieci anni la produzione da rinnovabili è cresciuta di oltre 50 TWh mettendo in crisi il modello fondato sulle fossili, con un contributo delle rinnovabili che è passato dal 15 al 35,1% rispetto ai consumi elettrici e dal 7 al 18% in quelli complessivi. Ma molto di più dovremo fare per stare dentro l’Accordo di Parigi sul clima e purtroppo ci siamo fermati.

È quanto rivela il Rapporto Comuni Rinnovabili 2019 di Legambiente, presentato martedì a Roma, che analizza non soltanto il cambiamento in corso nel sistema energetico italiano e internazionale ma, attraverso il racconto di 100 storie del nostro territorio, dimostra come sia già in atto un percorso di sviluppo e di innovazione radicale dell’autoconsumo e delle comunità energetiche.

Un modello sempre più distribuito che rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo locale in chiave di sostenibilità ed economica circolare, capace di aprire nuove opportunità nelle nostre città e di ridurre importazioni di gas e carbone, oltre che la spesa energetica complessiva.

Ed è quello che, anche alla luce dell’emergenza imposta dai cambiamenti climatici, ci chiede l’Europa: con la direttiva 2018/2011 si apre uno scenario che può portare a un salto di scala nella trasformazione del sistema energetico con ricadute non solo nei diversi settori produttivi, ma che entrerà nelle città e negli edifici, nella mobilità e nelle abitudini delle persone.

“Non possiamo più aspettare: lo sviluppo delle rinnovabili in Italia è praticamente fermo e non ha alcun senso rinviare una scelta che può fermare la febbre del pianeta ed è nell’interesse dei cittadini, delle imprese – dichiara Edoardo Zanchini vicepresidente di Legambiente -.

L’Europa ha definito principi e regole per le comunità energetiche e i ‘prosumer’ (produttori-consumatori) di energia da fonti rinnovabili, grazie alle quali saranno smontate le assurde barriere che oggi impediscono di scambiare energia pulita nei condomini o in un distretto produttivo e in un territorio agricolo. In più si aprirebbero le porte a investimenti innovativi che tengono assieme fonti rinnovabili, efficienza energetica, sistemi di accumulo e mobilità elettrica. La sfida è dunque di entrare al più presto nel merito delle scelte concrete da compiere e che Governo e Parlamento si impegnino a recepire entro il 2019 la direttiva europea”.

Per sostenere questa richiesta Legambiente ha lanciato su Change.org la petizione “Liberiamo l’energia rinnovabile”, indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e al vice presidente e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio per chiedere di aprire subito alle comunità energetiche e all’autoproduzione da rinnovabili e semplificare le procedure per tutti coloro che scelgono di puntare sulle energie pulite.

fonte edilportale.com

Il Regno Unito è il primo paese al mondo a dichiarare l’emergenza climatica

Genea Consorzio Stabile ha la sostenibilità nel cuore, e plaude al Parlamento del Regno Unito che il 1° maggio ha dichiarato un’emergenza climatica e ambientale, diventando il primo paese al mondo a farlo.

Con questa mossa il Parlamento britannico ha dimostrato la propria volontà di fare fronte comune per contrastare e prevenire la più grande minaccia del nostro tempo. In effetti, questa mozione non obbliga legalmente il governo ad agire, ma chiede di azzerare le emissioni nette entro il 2050 (attualmente l’obiettivo è una diminuzione dell’80 per cento), e di presentare proposte perché il paese raggiunga un’economia senza sprechi e riesca a proteggere e ripristinare l’ambiente.

Cos’è un’emergenza climatica

In questo senso l’emergenza climatica è un concetto, e uno stato, del tutto nuovo. Può essere dichiarata da un’autorità, come un governo o un consiglio comunale locale, ma è ancora difficile tracciare linee guida generali su quanto questa dichiarazione comporti nei fatti. Siamo in effetti abituati ad assistere a dichiarazioni di stato di emergenza, ovvero quando al governo di un paese vengono conferiti poteri speciali per riuscire a fronteggiare le minacce e le conseguenze di una situazione critica a cui si trova di fronte, come calamità naturali, disordini civili e instabilità.

Tra gli stati di emergenza dichiarati nel mondo recentemente ricordiamo in Italia quello del presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, quello in Grecia in seguito agli incendi devastanti nell’area di Atene, ma anche quello in Italia con l’incedio del Vesuvio, negli Stati Uniti per degli incendi della California e dell’uragano Florence nella Carolina del nord e in Virginia, in Venezuela a causa della crisi dell’economia e le conseguenti carenze alimentari e dei beni di prima necessità.

La speranza è ora che sempre più governi in tutto il mondo seguano l’esempio, e che con le dichiarazioni arrivino presto azioni concrete per la riduzione delle emissioni e la protezione del Pianeta. Sebbene per molti rappresenti solo una mossa simbolica, la dichiarazione dell’emergenza climatica è sicuramente un punto di partenza, perché ammettere l’esistenza di un problema è il primo passo per risolverlo.

Dalla green economy in 5 anni 800mila nuovi posti di lavoro e 682 miliardi di Pil

590.000 circa posti di lavoro sono direttamente afferenti alle attività svolte da Genea Consorzio Stabile e ci faremo parte attiva per promuovere corsi di formazione a livello superiore per i tecnici del settore energetico.

Circa 190 miliardi di investimenti con 682 miliardi di aumento della produzione, 242 mld di valore aggiunto e circa 800.000 nuovi posti di lavoro al 2025. Questi sono i benefici che l’economia italiana potrebbe ottenere, puntando su obiettivi di sostenibilità tra cui uno sviluppo delle rinnovabili e una riduzione dei consumi energetici in linea con la sfide climatiche globali.

Il calcolo arriva da un nuovo rapporto della Fondazione per lo sviluppo sostenibile “Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con misure e politiche al 2025 per 5 obiettivi strategici di green economy”, presentato a Roma in occasione del Meeting di primavera, in preparazione degli Stati generali della green economy del 2019 (allegato in basso).

Uno studio nel quale, in collaborazione con gli economisti di Cles Srl, si sono calcolati gli impatti economici dell’azione su 5 sfide: oltre alla citata crisi climatica, da affrontare con rinnovabili ed efficienza energetica, il necessario cambiamento verso l’economia circolare, il miglioramento delle città con un programma di rigenerazione urbana e infine un percorso per una mobilità sostenibile.

fonte: qualenergia.it